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Francesco Cotti

 

Benvenuti nel sito dedicato ai miei romanzi.

Ovviamente negli anni, da almeno quindici, ne ho iniziati tanti. Mai conclusi. Penso che sia normale, se verifichiamo la biografia di qualsiasi scrittore a questo mondo.

La cosa più sorprendente è questa: in Italia ogni anno ci sono decine di statistiche che ci dicono che siamo una popolazione che odia leggere libri. Li snobba, li evita. E’ faticoso leggere. O almeno così sembrano dire queste statistiche.

Poi, in una mia assolutamente non scientifica e personalissima statistica, scopro che una gran numero di persone che conosco, d’ogni estrazione sociale, culturale ed anagrafica, ha provato a scrivere un libro. E chi non lo dichiarava apertamente, magari me ne sono accorto mentre gli facevo un recupero dati su un hard disk di qualche cliente.

Quindi, da buoni italiani iper-individualisti egocentrici, siamo sicuramente in grado di metterci in gioco e provare a scrivere, piuttosto che a leggere qualcosa fatto da altri.

Sorprendentemente di tutte le persone che hanno ammessodi aver provato a scrivere un libro, pochissimi sono riusciti a finirlo, e ancora meno hanno provato a pubblicarlo. I motivi sono tanti: innanzitutto una sana vergogna di quello che si stava scrivendo. Scrivere è terapeutico, chi lo fa sa cosa intendo, ed è una proiezione della personalità nelle pagine che produciamo che è davvero coinvolgente.

E tanta gente, crede, che se fa leggere queste cose ad uno sconosciuto, teme una “radiografia comportamentale”.

Beh, è vero. E’ cosi. Rassegnatevi, cari scrittori.

Quindi, conosco tanta gente che col suo buon PC hanno provato a cimentarsi in questa avvincente sfida mentale (perché scrivere un libro non è altro che una sfida col proprio cervello), ma non conosco nemmeno uno che ha pubblicato.

Tutti i miei precedenti tentativi di romanzo avevano un filo conduttore comune: ambientati nei nostri giorni, con personaggi assolutamente anonimi, che vengono a contatto con eventi ben più grandi delle loro possibilità, e con elementi d’attualità legati alla realtà.

Non so se “rispolvererò” questi vecchi scritti, ma che ci crediate o no, con mio sommo dispiacere e sorpresa, avevo scritto una bella porzione di romanzo nel 1994 che era identico (o quasi, anzi meglio dal mio punto di vista) della serie televisiva Dark Angel con Jessica Alba. Dicono che succede.

E’ successo a William Gibson quando ha visto Blade Runner…

Nel 2003 decido di scrivere questa storia in base alle mie esperienze lavorative maturate in quel periodo.

Ho preso una pausa, perché deluso e stanco, dal mondo dell’IT, e mi sono trasferito in una città lombarda, e sono stato assunto in una ditta che offriva servizi e beni ad Enti Governativi. Non entro nel merito, perché ben prima che questo romanzo arrivasse al pubblico, gente che non ho mai conosciuto di persona, ha già sparso quattro (ripeto: quattro) versioni della mia vita relativa a quel periodo lavorativo. Meglio: tutta pubblicità.

Quindi, evito di proposito di entrare nei dettagli: tanto siamo in Italia, quindi ognuno ha la sua verità. (Ma io ho i documenti per dimostrarla, ma non li rendo certo pubblici…).

Vi posso solo dire: tutto è molto più semplice di quello che sembra.
Per i più curiosi qualche FAQ personale.

 

FAQ PERSONALI

 

Mi hanno detto che sei un Maestro di Arti Marziali

Ti hanno detto male: io mi considero un appassionato praticante.

 

Ma che Arti Marziali hai studiato?

Svariate. Ma quelle in cui ho dedicato maggiormente le mie energie sono il Ju Jitsu e le Arti Marziali del Sud Est Asiatico. Ho anche esperienze di Tai Chi Chuan e Yoseikan Budo.

 

Dove risiedi?

In una ridente città (chissà cosa avranno poi da ridere…) emiliana.

 

Che lavoro fai attualmente?

Sistemista Microsoft

 

Quando sei nato?

Il 1 Novembre del 1971

 

Sei sposato e hai figli?

Convivo e ho una figlia, Lia.

 

La tua esperienza nel campo militare?

Ho fatto il militare in un reparto operativo. Bella esperienza. Ma la stragrande maggioranza delle mie conoscenze deriva da attività post-militare. L’accesso a certe attività/tecniche lo si ha molto più da civile che da militare (in cui si è spesso in certi “binari di formazione obbligata”). Molta gente in divisa potrà confermarvi questo apparente paradosso. Comunque ho sempre mantenuto, e mantengo, collegamenti personali nella comunità delle Forze Speciali italiane.

 

Altri hobbies?

Leggere, jogging, escursionismo.

 

E poi?

Le giornate di 36 ore le devono ancora inventare, e ogni tanto mi capita anche di lavorare.

 

Che cibi preferisci?

Abitando in quella che è definita la Food Valley, non posso certo lamentarmi. Amo tutte le specialità della mia terra. Sono più attirato dai sapori semplici che dai piatti complessi ed elaborati.

 

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